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Assunzioni di personale, risorse e garanzia del sistema salute pubblico: questo chiediamo ad una regione “benchmark per la sanità pubblica”.

 

Assunzioni di personale, risorse e garanzia del sistema salute pubblico: questo chiediamo ad una regione “benchmark per la sanità pubblica”.

 

Rilanciare la Sanità partendo dai professionisti, questo chiediamo nei presidi territoriali in atto e in presidio permanente davanti alla Regione a partire dal 4 Luglio.

Che la Regione Emilia-Romagna trovi le risorse per garantire la nostra sanità pubblica o si continueranno a tagliare i servizi e gli stipendi dei professionisti. 

Nei giorni scorsi la RER ha presentato il piano di smaltimento delle liste di attesa del quale però bisognerà comprendere quali saranno le modalità di attuazione, poiché senza potenziare il personale sembra “fantascienza” poterlo fare, se non con il rischio concreto, ancora una volta, di cedere pezzi di sanità pubblica al privato.

L’investimento sul personale è inoltre indispensabile per poter implementare l’assistenza territoriale in attuazione del PNRR. Infermiere di famiglia, OSCO, case della comunità, COT (centrali operative territoriali) sono nuovi modelli di assistenza territoriale che rischiano di rimanere solo sulla carta senza un investimento concreto sul personale, senza la giusta programmazione e pianificazione delle priorità. 

Sul tema delle risorse al personale, poi, il paradosso per cui se assumiamo personale “cala” lo stipendio di coloro che sono già in servizio, non è frutto della pandemia o della gestione dell’emergenza, gli ultimi due anni hanno solo esasperato un problema che abbiamo dal 2018, determinato da scelte politiche di tagli dei costi della Sanità, che oggi non possono essere compensati se non c’è un netto cambio di rotta. 

Tema questo delle risorse per il personale che denunciamo da oltre due anni, a partire dal presidio del 14 luglio 2020 nelle sedi territoriali e davanti alla sede della Regione, che in assenza di risposte dal governo, non può restare inascoltato perché si tratta del giusto riconoscimento economico dei 60.000 dipendenti del nostro SSR, a cui non basterà dare una risposta col rinnovo contrattuale per cui sono in corso in queste ore le trattative a livello nazionale.

Risposte certe e concrete, questo ribadiremo nelle richieste ad una Regione “benchmark per la sanità pubblica”, nel corso degli incontri calendarizzati dalla scorsa settimana, anche su questi temi, nell’ambito del patto per il lavoro. 

La Cisl FP chiede risposte per il personale, per questo continueranno i presidi territoriali davanti a tutte le aziende del SSR, attualmente in atto a Parma, e in modo permanente sotto la sede della Regione a partire dal 4 Luglio. Il personale e i servizi non possono essere messi a rischio, non si possono fare proclami distanti anni luce dalla realtà che il personale ed i cittadini vivono rispetto ai servizi offerti.  

Rilanciare la Sanità partendo dai professionisti, questa la strada da percorrere per andare nella direzione della garanzia del sistema salute pubblico.

 

Bologna li 14/06/2022

 

 

 

 

Assunzioni di personale, stabilizzazioni e risorse: priorità passate in secondo piano?

 

Rilanciare la Sanità partendo dai professionisti, entro il 15 Giugno chiediamo risposte vere e concrete, altrimenti scenderemo in presidio sotto la sede della Regione nel mese di Luglio!

 

Che la Regione Emilia-Romagna onori gli impegni sottoscritti! Si trovino le risorse per garantire la nostra sanità pubblica o si continueranno a tagliare i servizi e gli stipendi dei professionisti. Ci fa piacere che la FP CGIL oggi condivida l’urgenza e la priorità.

Il 13 Gennaio è stato sottoscritto un verbale, al quale si era giunti dopo l’annuncio del presidio del personale del SSR, in via Aldo Moro, indetto dalla sola Cisl FP per il 18 Gennaio, nel quale veniva ribadito l’impegno allo sblocco delle assunzioni, alle stabilizzazioni e all’implementazione delle risorse, queste ultime almeno per garantire al personale almeno lo stesso stipendio del 2018, senza considerare il pagamento di due anni di straordinari effettuati per la gestione dell’emergenza, le progressioni economiche bloccate e i percorsi di valorizzazione professionale non applicati.

A seguito del blocco delle assunzioni operato per oltre 4 mesi, per evitare il peggioramento dei conti già in rosso, il timore è che la garanzia dei servizi e ancor di più lo smaltimento delle liste di attesa passino in secondo piano a fronte dei vincoli di bilancio da rispettare. In quest’ottica a pagarne le spese sarebbero ancora una volta i cittadini e il personale coinvolto.

Le promesse si stanno trasformando in illusioni, servono azioni concrete se si vuole potenziare o anche solo garantire la sanità pubblica. La garanzia del nostro “sistema salute” deve passare dall’investimento sul personale e sulla qualità dei servizi, sgombrando il campo da soluzioni che possano continuare a cedere pezzi di sanità pubblica al privato.

Le dichiarazioni da un lato di potenziamento della Sanità pubblica e ampliamento della sanità territoriale, dall’altro di assenza di risorse e investimenti sul personale e sulla qualità dei servizi sono in contraddizione. Bisogna operare delle scelte e mettere in campo azioni concrete, chiediamo pertanto alla Regione di darci risposte vere entro il 15 giugno, perché di tempo non c’è né più! Se queste risposte non le avremo, nel mese di luglio, la Cisl Fp sarà in presidio sotto la sede della Regione Emilia-Romagna, per chiedere il giusto rispetto e riconoscimento per coloro i quali in questa pandemia sono stati a garanzia e presidio della salute pubblica, ed è proprio da questi professionisti che dobbiamo ripartire per rilanciare il sistema sanitario nella nostra Regione.

 

 

25-28 MAGGIO – CONGRESSO CISL A ROMA

Si svolgerà a Roma presso la Nuova Fiera di Roma, dal 25 al 28 maggio, il XIX Congresso Confederale della Cisl con lo slogan “Esserci per cambiare. Persona, lavoro, partecipazione per il futuro del Paese”, dalla celebre frase di Tina Anselmi.

Parteciperanno al Congresso nazionale 1005 delegate e delegati in rappresentanza di 4 milioni e 76 mila iscritti della Cisl, di cui il 58,89 per cento sono lavoratori attivi ed il 41,11 pensionati.

Sarà presente anche una delegazione della CISL FP Emilia Romagna con la Segretaria Generale Sonia Uccellatori.

I lavori si apriranno il 25 maggio alle 15.00 con i saluti delle istituzioni e la relazione del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Nelle giornate successive sono previsti, oltre al dibattito, momenti di confronto sui temi dell’attuazione del Pnrr, del lavoro che cambia, del futuro dei giovani, del legame tra legalità e sviluppo, con gli interventi di esponenti delle istituzioni europee, del Governo nazionale, della magistratura, del mondo accademico e giuridico, delle associazioni imprenditoriali e sindacali, della società civile.

 Il Congresso si chiuderà sabato 28 maggio con la replica di Luigi Sbarra e l’elezione degli organismi nazionali.

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GRADUATORIE E IDONEI, POCA CHIAREZZA: COSA SUCCEDE IN EMILIA-ROMAGNA?

 

La Regione Emilia-Romagna, come spesso abbiamo evidenziato rappresenta spesso un modello da seguire, per competenze, idee, innovazione.

Con stupore e rammarico abbiamo appreso, vedendo pubblicata la determinazione relativa all’elenco degli idonei alla nomina di Direttore Assistenziale, che sia stato totalmente sconfessato il percorso di valorizzazione delle professioni sanitarie.

Come Cisl, infatti, ci avevamo da sempre creduto, seguendo passo dopo passo, il lungo e difficile iter che ha portato alla modifica della Legge regionale n. 29/2004 e dunque all’istituzione di tale figura all’interno delle Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie Emiliano Romagnole.

Interpretare infatti che l’anzianità prevista per l’accesso al ruolo, concernente nell’esperienza “almeno triennale di qualificata attività di direzione, con gestione di persone e risorse, svolta in enti o strutture sanitarie pubbliche o private”, possa significare ammettere anche chi non ha avuto ruolo di “dirigente” nelle aziende, è a dir poco fantasioso.

Tanto è vero che, altrimenti, l’Assessorato alle politiche per la salute avrebbe avuto centinaia e centinaia di domande da parte di chi, all’interno del comparto, ricopre incarichi di coordinamento. Speriamo che questa sia stata solo una svista, e che l’Assessore si faccia parte attiva per chiarire tale vicenda che sta destando tensioni e sconcerto, ma anche rabbia da parte di chi, ritenendo giustamente di non aver i requisiti di anzianità di servizio richiesti, non ha presentato domanda.

Come Cisl Fp pensiamo inoltre che tali procedure, come anche quella relativa ai concorsi per l’assunzione di n. 40 dirigenti all’interno della Regione Emilia-Romagna in diverse aree vadano gestite con maggiore attenzione. Infatti, altra cosa a dir poco grave, per la quale abbiamo chiesto con forza risposte e riscontri a tutti i livelli dell’Ente, è che la gestione di un concorso che non si faceva da più di 20 anni, ad oggi, a distanza di quasi due mesi, non abbia visto la pubblicazione degli esiti di almeno la prima delle due prove effettuate. Questione veramente spinosa, in quanto la prova scritta del concorso, svolta per tutte le aree in modalità esclusivamente on-line, ha avuto gravissimi problemi tecnici denunciate dagli stessi candidati.

Speriamo in generale che, non si confidi, per tutte le procedure ad evidenza pubblica, nel fatto che candidati e/o controinteressati siano spesso poco incentivati a presentare ricorsi, in ragione dei costi e del tempo necessari.

Siamo invece certi che la nostra Regione abbia ben altra storia e tradizione, e come Cisl Fp invitiamo la stessa a dare risposte a chi crede nel Servizio pubblico e a chi per esso investe al fine di prestarvi la propria attività e competenza.

 

Gruppo Kos, così non va. L’Emilia-Romagna non è un bancomat, la Regione intervenga.

Il 3 maggio presidi davanti alle strutture interessate.

Nessuna mediazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tra il gruppo KOS e le organizzazioni sindacali, riguardo al passaggio del personale del gruppo dal contratto ARIS-AIOP Sanità al contratto ARIS RSA (con salari più bassi e meno diritti).

È grave che un grande gruppo industriale, con ricavi in crescita, decida autonomamente di calare i salari, in una regione dove è garantita la fornitura dei servizi ospedalieri e le tariffe sono aumentate.

Questo infatti è quel che sta accadendo: attraverso una cessione di un ramo d’azienda, al personale trasferito nella nuova società verrà applicato un contratto peggiorativo rispetto ai salari e i diritti attualmente riconosciuti.

Ma il lavoro che queste lavoratrici e questi lavoratori saranno chiamati a svolgere è lo stesso di prima. Un’ingiustizia inaccettabile.

Abbiamo chiesto un incontro alla Regione, alla quale chiediamo un impegno per creare i presupposti perché ciò non accada. E perché si possa consolidare un modello che, attraverso le relazioni sindacali, getti le basi per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori intesa come elemento di miglioramento della qualità del lavoro e per la crescita economica e sociale del nostro territorio.

C’è bisogno di lavorare insieme per la tutela del lavoro di qualità e delle persone, donne e uomini che lo garantiscono. Per questo, oltre a proseguire la vertenza a tutela dei diritti di chi lavora e della garanzia dei servizi, il prossimo 3 maggio organizzeremo presidi davanti alle tre strutture interessate alla cessione del personale: alla clinica Villa Azzurra a Riolo Terme (Ravenna), al centro Cardinal Ferrari a Fontanellato (Parma) e alla clinica Villa Pineta a Pavullo (Modena).